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Invecchiare non fa paura: a Pieve di Bono un dialogo con Marco Trabucchi

Giovedì 25 giugno, a Pieve di Bono-Prezzo, il dott. Marco Trabucchi, psichiatra e tra i maggiori esperti italiani di geriatria, ha presentato il suo libro Invecchiare non fa paura, dando vita a un dialogo sul significato dell'invecchiamento e sulle scelte che possono favorire un invecchiamento sano e consapevole.

L'iniziativa si inserisce nel percorso promosso da UPIPA, avviato nel 2025 e inizialmente dedicato ai familiari e ai caregiver dei residenti nelle RSA, con l'obiettivo di offrire occasioni di informazione, approfondimento e confronto su temi di interesse legati all'assistenza e alla qualità della vita delle persone anziane. Dal 2026 il progetto è stato ampliato, aprendosi al territorio e affrontando temi di salute, benessere e qualità della vita rivolti a tutte le fasce della cittadinanza, pur mantenendo un'attenzione particolare alle persone anziane. L'incontro di Pieve di Bono è nato dalla collaborazione tra UPIPA e le APSP di Pieve di Bono, Borgo Chiese e Storo.

Moderata dalla dott.ssa Stefania Giacometti, direttrice dell'APSP di Pieve di Bono, e dalla dott.ssa Annalisa Pasi, psicologa dei tre Enti della Valle del Chiese, la serata ha preso avvio proprio dalle riflessioni contenute nel libro di Trabucchi, che fin dal titolo propone una provocazione: invecchiare non deve fare paura.

Nel corso dell'incontro il professor Trabucchi ha spiegato come la longevità non sia semplicemente il risultato del trascorrere del tempo, ma dipenda in larga misura dalle scelte che ciascuno compie durante la propria vita. Pur riconoscendo il ruolo della medicina, della ricerca, delle tecnologie diagnostiche e delle terapie, ha sottolineato come invecchiare bene significhi soprattutto trovare un equilibrio tra ciò che la scienza può offrire e la responsabilità personale nella cura della propria salute.

Partendo da queste considerazioni, la riflessione si è quindi sviluppata attorno a numerosi aspetti della vita quotidiana: l'importanza di adottare stili di vita sani, dell'attività fisica, di un'alimentazione equilibrata e della prevenzione delle principali malattie croniche. Si è parlato anche dei grandi cambiamenti che accompagnano l'età adulta e anziana, come il pensionamento, che può rappresentare tanto un momento di libertà quanto un fattore di rischio se porta all'isolamento, così come della solitudine, della povertà e dell'emarginazione, elementi che possono compromettere la qualità dell'invecchiamento.

Tra gli spunti emersi, particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra fragilità e ottimismo. Coltivare uno sguardo positivo non significa ignorare le difficoltà, ma sviluppare un atteggiamento capace di contrastare la passività e quella "pigrizia" fisica e mentale che può favorire il decadimento.

Ampio spazio è stato riservato anche al tema dell'ascolto e dell'ageismo. È stata richiamata la necessità di superare una visione che porta a "gestire" gli anziani anziché ascoltarli, riconoscendo il valore della loro esperienza e promuovendo un dialogo autentico tra le generazioni.

Le relazioni sono state indicate come una componente essenziale del benessere. L'amore, nelle sue diverse forme – affettiva, familiare e comunitaria – rappresenta infatti un importante antidoto all'isolamento e alla solitudine, contribuendo a mantenere viva la partecipazione alla vita della comunità.

Un'ultima riflessione ha riguardato il tema delle demenze e della perdita cognitiva, tra gli aspetti dell'invecchiamento che suscitano maggiore preoccupazione. Anche di fronte alla malattia, è stato ribadito come la dignità della persona debba rimanere sempre al centro, attraverso il rispetto, l'ascolto e il riconoscimento del suo valore.

Nel dialogo con il pubblico è emersa anche una riflessione sul valore dell'ascolto e delle relazioni umane. Invecchiare bene non significa inseguire un'impossibile eterna giovinezza, ma continuare a coltivare interessi, legami e curiosità, riconoscendo che ogni stagione della vita può conservare significato e valore.

Il messaggio conclusivo è stato chiaro: invecchiare bene non è un'illusione né una condizione riservata a pochi fortunati. È un percorso che richiede impegno quotidiano, consapevolezza e responsabilità personale, ma che può essere sostenuto anche da una comunità capace di promuovere salute, inclusione e relazioni.

Data dell'avviso
07/07/2026
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Pubblicato il: Martedì, 07 Luglio 2026

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