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PERCHE’ ABBIAMO IL DOVERE DI PROTEGGERE LE PERSONE FRAGILI CHE RISIEDONO NELLE RSA

Rileviamo che è assolutamente rischioso in questa fase, in cui di fatto sta risultando impossibile individuare ed isolare preventivamente i soggetti a rischio di trasmettere Covid-19 ed il potenziale contagio risulta diffuso nella popolazione generale, rinunciare ad una misura precauzionale di distanziamento sociale quale il divieto di ingresso dei visitatori e dei familiari in RSA, esponendo le medesime al rischio di importare il virus all’interno, senza essere nelle condizioni successive né di riconoscerlo e diagnosticarlo tempestivamente, né di gestirlo con idonee misure di isolamento. Soprattutto se si considera che misure più generali come la chiusura delle scuole sono di fatto accettate senza modificazione.

(segue)

E’ fondamentale la collaborazione di tutti per garantire e proteggere le persone fragili che vivono in RSA.

E’ compito istituzionale dei professionisti che lavorano nelle RSA assicurare qualità di vita e tutte le attività che riguardano la quotidianità delle persone ed i loro bisogni. Attenersi alle indicazioni del Governo e seguire il monito del Presidente delle Repubblica è pertanto un nostro dovere civile e morale.

Ricordiamo che il contatto con i residenti può sempre avvenire tramite i mezzi tecnologici che abbiamo a disposizione (telefono, video chiamate….) e che quindi è solo la distanza fisica ad essere temporaneamente sospesa.

Grazie per la collaborazione, per il bene di ciascuno di noi.

Il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella 

Care concittadine e cari concittadini,

l’Italia sta attraversando un momento particolarmente impegnativo. Lo sta affrontando doverosamente con piena trasparenza e completezza di informazione nei confronti della pubblica opinione.

L’insidia di un nuovo virus che sta colpendo via via tanti paesi del mondo provoca preoccupazione. Questo è comprensibile e richiede a tutti senso di responsabilità, ma dobbiamo assolutamente evitare stati di ansia immotivati e spesso controproducenti. 

Supereremo la condizione di questi giorni. Anche attraverso la necessaria adozione di misure straordinarie per sostenere l’opera dei sanitari impegnati costantemente da giorni e giorni: misure per l’immissione di nuovo personale da affiancare loro e per assicurare l’effettiva disponibilità di attrezzature e di materiali, verificandola in tutte le sedi ospedaliere.

Il Governo – cui la Costituzione affida il compito e gli strumenti per decidere – ha stabilito ieri una serie di indicazioni di comportamento quotidiano, suggerite da scienziati ed esperti di valore. Sono semplici ma importanti per evitare il rischio di allargare la diffusione del contagio. Desidero invitare tutti a osservare attentamente queste indicazioni: anche se possono modificare temporaneamente qualche nostra abitudine di vita.

Vedi il video a questo link: https://youtu.be/_4mw7zFAnR4

COMUNICATO STAMPA - ISS, 5 marzo 2020

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-2019 è 81 anni, sono in maggioranza uomini e in più di due terzi dei casi hanno tre o più patologie preesistenti. Lo afferma una analisi sui dati di 105 pazienti italiani deceduti al 4 marzo, condotta dall’Istituto Superiore di Sanità, che sottolinea come ci siano 20 anni di differenza tra l’età media dei deceduti e quella dei pazienti positivi al virus.

Il report riguarda 73 pazienti deceduti in Lombardia, 21 in Emilia Romagna, 7 in Veneto e 3 nelle Marche, ed è basato sui dati ottenuti tramite la compilazione di un questionario sviluppato ad hoc ai fini della rilevazione dei casi di morte.

L’età media dei pazienti presi in esame è 81 anni, circa 20 anni superiore a quella dei pazienti che hanno contratto l’infezione, e le donne sono 28 (26.7%). La maggior parte dei decessi 42.2% si è avuta nella fascia di età tra 80 e 89 anni, mentre 32.4% erano tra 70 e 79, 8.4% tra 60 e 69, 2.8% tra 50 e 59 e 14.1% sopra i 90 anni. Le donne decedute dopo aver contratto infezione da COVID-2019 hanno un’età più alta rispetto agli uomini (età mediana donne 83.4 – età mediana uomini 79.9).

Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 3.4 (mediana 3, Deviazione Standard 2.1). Complessivamente, l’15.5% del campione presentavano 0 o 1 patologie, il 18.3% presentavano 2 patologie e 67.2% presentavano 3 o più patologie. La comorbidità più rappresentata è l’ipertensione (presente nel 74,6% del campione), seguita dalla cardiopatia ischemica (70,4%) e dal diabete mellito (33,8%). Il tempo mediano dall’insorgenza dei sintomi al ricovero in ospedale è stato di 5 giorni e la mediana del tempo intercorso tra il ricovero e il decesso è stato di 4 giorni.

“Anche se preliminari, questi dati confermano le osservazioni fatte fino a questo momento nel resto del mondo sulle caratteristiche principali dei pazienti – commenta il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro -, in particolare sul fatto che gli anziani e le persone con patologie preesistenti sono più a rischio. Si tratta di persone molto fragili, che spesso vivono a stretto contatto e che dobbiamo proteggere il più possibile”.

Fonte – sito Istituto Superiore di Sanità

https://www.iss.it/comunicati-stampa/-/asset_publisher/fjTKmjJgSgdK/content/id/5286166

 

Si veda anche articolo del Corriere della Sera

https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_marzo_05/chi-sono-morti-positivi-coronavirus-italia-787076ba-5f18-11ea-bf24-0daffe9dc780.shtml

Data dell'avviso
06/03/2020
Pubblicato il: Venerdì, 06 Marzo 2020 - Ultima modifica: Domenica, 19 Aprile 2020
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