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L’evoluzione dei servizi agli anziani ed il ruolo delle APSP - Comunicato stampa

Comunicato stampa – Lettera aperta ai candidati elezioni regionali 2018

L’evoluzione dei servizi agli anziani ed il ruolo delle A.P.S.P.

E’ oramai pensiero comune che la grande sfida che dovranno affrontare la nostre comunità sarà quella dell’adeguatezza e della sostenibilità del sistema di welfare, in particolare del welfare rivolto alla popolazione anziana. La denatalità, da un lato, e l’invecchiamento progressivo della popolazione, dall’altro, reindirizzano obbligatoriamente i servizi alla persona, concentrando gran parte delle risorse e delle progettualità per dare risposta alle richieste che provengono dalla fascia più anziana della popolazione.

Se, come sembra, questa consapevolezza è diffusa anche fra tutti gli schieramenti politici che si presentano alle elezioni, va evidenziato che le risposte da dare sul come affrontare questa sfida non sono scontate e, soprattutto, non paiono altrettanto univoche né indifferenti.

Ad avviso di Upipa, l’Unione provinciale delle istituzioni per l’Assistenza che rappresenta le Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (APSP) della provincia, risultano importanti ed irrinunciabili alcuni temi sui quali chiede l’impegno di tutte le forze politiche a prescindere da quali, dopo il 21 ottobre, avranno l’onore e l’onere di governare la Provincia Autonoma di Trento.

Innanzitutto, una riflessione merita Spazio Argento, il nuovo modello organizzativo individuato dal legislatore provinciale per ricomporre la filiera dei servizi all’anziano ed offrire un interlocutore unico alle famiglie, troppo spesso lasciate sole nel trovare le soluzioni più adeguate al proprio bisogno di cura. Spazio Argento, incardinato presso le Comunità di Valle, deve davvero rappresentare uno strumento di sostegno alle famiglie, in grado di introdurre elementi di semplificazione e razionalizzazione.

Pertanto, considerato il ruolo di supporto e di indirizzo che le APSP svolgono quotidianamente a favore della cittadinanza, come pure le rilevanti attività di promozione della salute e prevenzione delle patologie che le APSP svolgono sul territorio provinciale, crediamo che per la buona riuscita di Spazio Argento non si possa prescindere da un maggior coinvolgimento delle APSP rispetto a quello oggi previsto. Il rischio concreto e tutt’altro che remoto è che Spazio Argento rimanga inattuato come è stato, peraltro, per i Punti Unici di Accesso (PUA).

Considerando la pressante richiesta di servizi che arriverà da una popolazione con un indice di vecchiaia progressivamente sempre più alto, richiesta alla quale non si potrà e non si dovrà rispondere unicamente attraverso l’aumento dei posti letto nelle RSA, è facile immaginare che saremo tutti chiamati a produrre un notevole sforzo in termini di capacità di innovazione e di flessibilità. Serviranno strumenti che vanno oltre il sistema della residenzialità come è pensata oggi, che siano realmente calibrati sui bisogni e in quanto tali flessibili anche sotto il profilo della quantificazione della retta. Serviranno servizi che sviluppino il welfare e l’empowerment di comunità, quindi aperti, meno istituzionalizzati, in grado di intercettare risorse nuove ed alternative. Serviranno soluzioni frutto dell’integrazione delle politiche, che guardino alla persona nel suo complesso e non solamente in termini di bisogno manifestato.

Per fare ciò occorre essere consapevoli dell’importanza del ruolo che le APSP hanno sul territorio trentino. La storicità di queste aziende, la loro diffusione capillare (43 aziende per 4500 posti letto) anche se non uniforme, il forte radicamento territoriale, il riconoscimento sociale delle funzioni svolte, le professionalità presenti, sia operative che di management, e l’esperienza maturata fanno delle APSP degli interlocutori irrinunciabili per chi deve governare un territorio. Se si devono sviluppare servizi all’anziano che siano innovativi, sostenibili ed efficaci non si può prescindere dal confronto con queste realtà. Ricordiamo che il Trentino, anche grazie all’operato delle APSP, è ai vertici in Italia per qualità ed efficienza dei servizi rivolti alla terza età.

Di conseguenza, va conservata e presidiata l’autonomia delle APSP riconosciuta dalla legge regionale istitutiva del 2005. Il legislatore regionale, conscio del ruolo sino ad allora svolto dalle IPAB, ha riconosciuto alle nuove Aziende di Servizi alla Persona l’importanza strategica della gestione autonoma, garanzia e presidio del legame vitale con il territorio di riferimento. Ciò non significa, come potrebbe essere obiettato, rivendicare una libertà di azione illimitata. Significa, semplicemente, mettere le APSP nelle condizioni di meglio operare per esplicare al massimo le proprie potenzialità, come il legislatore regionale in maniera lungimirante aveva previsto.

Non c’è dubbio, peraltro, che il sistema debba comunque rinnovarsi, per essere capace di innovare i servizi ed essere, al tempo stesso, maggiormente efficiente ed economico. Molte APSP, da anni, stanno mettendo in atto al proprio interno riorganizzazioni importanti, attraverso la gestione associata di diverse funzioni. La strada delle consortilizzazioni è oramai irreversibile. Ciò, peraltro, deve avvenire per scelte maturate e attuate dalle stesse aziende. Solo scelte consapevoli ed autonome, infatti, sono garanzia di risultati duraturi e proficui. Non accetteremo, pertanto, come abbiamo dimostrato in questi ultimi mesi, modelli organizzativi calati dall’alto che non tutelino l’autonomia delle APSP. Tutto questo, a difesa del forte collegamento delle APSP con le comunità in cui sono inserite, che rappresenta il vero valore aggiunto delle nostre strutture. Pensiamo, in particolare, alle centinaia di volontari che quotidianamente operano all’interno delle nostre strutture motivati dal percepire queste realtà come un bene che appartiene alle loro comunità. Pensiamo ai lasciti, resi possibili solo perché i benefattori hanno ritenuto in questo modo di sostenere un servizio percepito come un bene prezioso per l’intera collettività.

Crediamo, infine, che il Trentino, anche per le scelte politiche operate negli anni, abbia tutti gli strumenti per affrontare in modo adeguato queste esigenze. Auspichiamo davvero, peraltro, che i rappresentanti politici sappiano impostare le scelte future valorizzando il sistema delle APSP, tutelandone l’importante ruolo all’interno delle comunità di riferimento.

La Presidente U.P.I.P.A. s.c. 
dott.ssa Francesca Parolari

Data dell'avviso
05/10/2018
Pagina pubblicata Venerdì, 05 Ottobre 2018
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